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12 min di lettura

Osteoporosi in menopausa: cosa hanno mostrato gli integratori, e cosa no

Nei primi anni dopo la menopausa le ossa perdono densità più in fretta che in qualunque altro momento della vita. Questo è certo. Molto meno certo è che basti una compressa, e vale la pena dirlo con i dati alla mano.

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di Martina N. · Consulente in Nutrizione & Benessere · Team Balance Nutrition™
Struttura interna di un osso vista al microscopio, con la sua trama a nido d'ape
L'osso non è pieno: è una struttura a traliccio che si rinnova di continuo. Dopo la menopausa la demolizione corre più della ricostruzione.

Dopo la menopausa le ossa perdono densità più in fretta che in qualsiasi altro periodo della vita. Non è un'opinione, è uno dei fatti meglio documentati della medicina femminile.

Quello che invece viene raccontato male è cosa si può fare. La risposta più diffusa, cioè calcio e vitamina D, ha meno prove di quante ne abbia un'altra cosa, che non si compra in farmacia e di cui si parla molto meno.

In questo articolo trovi perché succede, cosa dicono davvero le meta-analisi sugli integratori, che cosa ha le prove migliori, e in quali casi serve un farmaco vero e nessun prodotto da banco può bastare.

Perché la menopausa cambia le ossa

L'osso non è un materiale inerte: è un tessuto vivo che viene continuamente demolito e ricostruito da due tipi di cellule che lavorano in coppia. Per tutta la vita adulta le due squadre stanno in equilibrio.

Gli estrogeni hanno un ruolo di freno sulla squadra che demolisce. Quando calano, quel freno si allenta: la demolizione accelera mentre la ricostruzione resta la stessa, e il bilancio diventa negativo. È il motivo per cui la perdita è più rapida proprio nei primi anni dopo l'ultima mestruazione, per poi rallentare.

Perché questo dettaglio conta. La finestra in cui si perde di più è anche quella in cui quasi nessuno pensa alle ossa, perché non fanno male e non danno segnali. L'osteoporosi non ha sintomi finché non arriva una frattura: è tutta la sua difficoltà, ed è il motivo per cui la diagnosi arriva spesso dopo il danno.

Va anche detto che perdere densità dopo la menopausa è fisiologico. Il problema non è la perdita in sé, è quanto si scende e da quale punto si parte: chi arriva alla menopausa con ossa robuste ha un margine che chi ci arriva già fragile non ha.

Calcio e vitamina D: cosa dicono davvero i dati

Questa è la parte scomoda, e la scrivo su una pagina che vende vitamina D perché è quello che dicono i dati.

Una meta-analisi pubblicata su JAMA nel 2017, che ha messo insieme gli studi su persone anziane che vivono a casa propria, non ha trovato un'associazione significativa tra l'integrazione di calcio o vitamina D e la riduzione delle fratture. Analisi successive, compresa una revisione sistematica molto recente, hanno confermato che il quadro è più sfumato di come viene presentato in pubblicità.

Come leggere questi risultati senza fraintenderli

Cosa NON dicono Che calcio e vitamina D siano inutili. Servono, e servire non è la stessa cosa che bastare
Su chi sono stati studiati Su persone che vivono a casa e in larga parte non carenti: è un pubblico diverso da chi ha una carenza vera
Dove il beneficio si vede In chi è davvero carente, o istituzionalizzato, o ha poca esposizione al sole
La lezione pratica Ha senso correggere una carenza documentata, molto meno integrare alla cieca sperando che basti

La conclusione onesta è questa: il calcio e la vitamina D sono la base, non la terapia. Sono le fondamenta su cui tutto il resto poggia, ma da soli non fanno il lavoro, e presentarli come la soluzione all'osteoporosi è scorretto.

Quello che si puo' dire per legge: «La vitamina D contribuisce al mantenimento di ossa normali». Indicazione autorizzata dal Reg. (UE) 432/2012.

Quello che si puo' dire per legge: «La vitamina D contribuisce al normale assorbimento e utilizzo di calcio e fosforo». Indicazione autorizzata dal Reg. (UE) 432/2012.

La cosa con le prove migliori, e non si compra

Se c'è un intervento su cui la letteratura è più solida che sugli integratori, è l'esercizio fisico. E non un esercizio qualunque.

Le meta-analisi sull'attività fisica e la densità ossea nelle donne dopo la menopausa concordano su un punto: quello che stimola l'osso è il carico. L'osso si rinforza dove viene sollecitato, ed è per questo che nuotare fa benissimo al cuore ma poco alle ossa: manca il peso.

Esercizi con i pesi

L'allenamento contro resistenza è quello con i risultati più consistenti sulla densità ossea. Non serve la palestra grande: serve il carico progressivo.

Attività con impatto

Camminare svelto, salire le scale, saltellare dove è possibile. Il segnale che l'osso riceve è la sollecitazione, non la fatica.

Equilibrio

Meno intuitivo ma decisivo: la frattura arriva con la caduta. Lavorare sull'equilibrio riduce le cadute, e senza caduta spesso non c'è frattura.

Il punto che sposta di più, e che quasi nessuno dice. Nella vita reale la frattura è quasi sempre la conseguenza di una caduta. Ridurre il rischio di cadere, con l'equilibrio, la forza delle gambe, la vista controllata, le scarpe giuste e i tappeti tolti di mezzo, incide sul risultato finale quanto la densità dell'osso. Ed è tutta roba che non si compra.

Come si sa a che punto si è

Visto che l'osteoporosi non dà sintomi, l'unico modo per sapere dove sei è misurare.

L'esame di riferimento è la densitometria ossea, la MOC o DEXA: è rapida, non fa male e usa pochissime radiazioni. Le indicazioni su chi dovrebbe farla e quando sono definite dalle società scientifiche, e riguardano l'età, la presenza di fratture pregresse e i fattori di rischio.

  • Se hai avuto una frattura per un trauma banale, per esempio cadendo dalla tua altezza, quello è già un segnale che merita approfondimento.
  • Se in famiglia c'è stata una frattura di femore, soprattutto materna, il rischio personale sale.
  • Se hai preso cortisone a lungo, o hai malattie della tiroide, celiachia, o altre condizioni che incidono sull'osso.
  • Se hai avuto una menopausa precoce, la finestra di perdita accelerata comincia prima.
  • Se fumi o bevi in modo significativo: sono due fattori riconosciuti, ed entrambi modificabili.

Parlarne con il medico serve anche a un'altra cosa: esistono strumenti che stimano il rischio di frattura nei prossimi anni combinando età e fattori personali. È un modo molto più utile di ragionare rispetto al solo numero della densitometria.

Cosa ha senso fare, in ordine

  1. L'esercizio con carico, due o tre volte a settimana, più il lavoro sull'equilibrio. È la prima voce perché è quella con le prove migliori.
  2. Il calcio dalla tavola prima che dalla confezione: latticini se li mangi, ma anche acque minerali calciche, mandorle, verdure a foglia, legumi, pesce azzurro con la lisca.
  3. La vitamina D, meglio se guidata da un dosaggio nel sangue invece che presa a caso: è il caso in cui integrare ha più senso, cioè quando si corregge una carenza reale.
  4. Smettere di fumare, che sull'osso incide più di quanto si creda, e tenere l'alcol sotto controllo.
  5. La densitometria se rientri in una delle situazioni della sezione precedente.
  6. I farmaci, quando la diagnosi c'è: e qui nessun integratore è un'alternativa, mai.

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È la nostra vitamina D in compressa quotidiana, ed è pensata per il punto due della lista qui sopra: la base. Come ho scritto, la base è necessaria e non è sufficiente, e chi ti dice il contrario ti sta vendendo una scorciatoia.

  • 1 compressa al giorno, confezione da 360 pezzi
  • Senza glutine, senza lattosio, senza OGM
  • Notificato al Ministero della Salute con il numero 155467

Vedi la scheda completa

Se preferisci una formula che affianchi anche la vitamina K, che ha una sua indicazione riconosciuta sulle ossa, la nostra versione masticabile con vitamina C, D3 e K2 le mette insieme. Attenzione però: la vitamina K interferisce con alcuni anticoagulanti, quindi se ne prendi va chiesto prima al medico.

Quello che si puo' dire per legge: «La vitamina K contribuisce al mantenimento di ossa normali». Indicazione autorizzata dal Reg. (UE) 432/2012.

Quando servono i farmaci, e non c'è discussione

Chiudo con la parte più importante, ed è quella in cui il mio settore deve stare zitto.

Quando c'è una diagnosi di osteoporosi, o quando è già avvenuta una frattura da fragilità, esistono farmaci con prove solide di riduzione del rischio di ulteriori fratture. Le posizioni delle società scientifiche di riferimento sono chiare su questo, e nessun integratore rientra in quel discorso.

La cosa che mi preoccupa di più del mio settore. Non è l'integratore inutile: è quello che convince qualcuno a rimandare. Se hai una diagnosi e ti hanno proposto una terapia, la vitamina D non è un'alternativa da valutare. È semmai una cosa che si prende insieme, spesso proprio perché il medico la prescrive a supporto della terapia.

Se poi quello che ti riguarda in questo momento non sono le ossa ma le articolazioni che si sono fatte sentire con la menopausa, è un capitolo diverso e vale la pena distinguerli: ne parlo anche in questo articolo su cosa cambia nel corpo dopo i cinquanta.

Osteoporosi e menopausa: le domande più frequenti

Perché in menopausa le ossa si indeboliscono?

Perché gli estrogeni frenano le cellule che demoliscono l'osso, e quando calano quel freno si allenta: la demolizione supera la ricostruzione. La perdita è più rapida nei primi anni dopo l'ultima mestruazione, poi rallenta.

Bastano calcio e vitamina D per prevenire le fratture?

Le meta-analisi principali, tra cui una pubblicata su JAMA, non hanno trovato una riduzione significativa delle fratture con l'integrazione in persone che vivono a casa e non sono carenti. Servono come base, soprattutto per correggere una carenza documentata, ma da soli non fanno il lavoro.

Qual è la cosa con le prove migliori?

L'esercizio fisico con carico, cioè l'allenamento contro resistenza e le attività con impatto, più il lavoro sull'equilibrio. L'osso si rinforza dove viene sollecitato, ed è anche il motivo per cui il nuoto, ottimo per altro, fa poco per le ossa.

L'osteoporosi dà sintomi?

No, ed è la sua caratteristica più insidiosa: non fa male e non si sente finché non arriva una frattura. È il motivo per cui la misurazione della densità ossea è l'unico modo per sapere a che punto si è.

Quando devo fare la densitometria?

Va valutata con il medico, e le situazioni che la rendono opportuna sono definite: una frattura per un trauma banale, una frattura di femore in famiglia, l'uso prolungato di cortisone, una menopausa precoce, alcune malattie croniche, il fumo e l'alcol.

Il nuoto va bene per le ossa?

Fa benissimo al cuore, alla schiena e alla qualità della vita, ma per le ossa fa poco: manca il carico, che è proprio il segnale a cui l'osso risponde. Se nuoti, vale la pena affiancare qualcosa che metta peso sulle gambe e sulla colonna.

Gli integratori possono sostituire i farmaci per l'osteoporosi?

No, mai. Quando c'è una diagnosi, o è già avvenuta una frattura da fragilità, esistono farmaci con prove solide e nessun prodotto da banco rientra in quel discorso. Semmai calcio e vitamina D si assumono insieme alla terapia, spesso su indicazione dello stesso medico.

La vitamina K2 serve per le ossa?

La vitamina K ha un'indicazione riconosciuta sul mantenimento di ossa normali, quindi ha un suo posto nelle formule dedicate. Una nota importante però: interferisce con alcuni farmaci anticoagulanti, quindi chi li assume deve parlarne con il medico prima.

In sintesi

La perdita di densità ossea dopo la menopausa è un fatto, e i primi anni sono quelli in cui si perde di più, proprio quando nessuno ci pensa perché le ossa non danno segnali.

Sugli integratori vale la pena essere onesti: calcio e vitamina D sono la base e servono soprattutto a correggere una carenza vera, ma le meta-analisi non li hanno mostrati capaci, da soli, di fare la differenza sulle fratture. Quello che le prove sostengono di più è l'esercizio con carico e il lavoro sull'equilibrio, che non si comprano.

E se una diagnosi c'è già, la conversazione non è su quale integratore prendere: è con il medico, sui farmaci. Nessun prodotto di questo sito è un'alternativa, e chi te lo lascia credere ti sta facendo un danno.

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Martina N.
Consulente in Nutrizione & Benessere · Team Balance Nutrition™

Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e un sano stile di vita. Le informazioni di questo articolo hanno finalita' divulgativa e non sostituiscono il parere del medico o del farmacista.

Fonti

  1. Zhao JG et al. Association Between Calcium or Vitamin D Supplementation and Fracture Incidence in Community-Dwelling Older Adults: A Systematic Review and Meta-analysis. JAMA, 2017. PubMed 29279934
  2. Autori vari Management of osteoporosis in postmenopausal women: the 2021 position statement of The North American Menopause Society. Menopause, 2021. PubMed 34448749
  3. Mohebbi R et al. Exercise training and bone mineral density in postmenopausal women: an updated systematic review and meta-analysis of intervention studies with emphasis on potential moderators. Osteoporos Int, 2023. PubMed 36749350
  4. Shojaa M et al. Effects of dynamic resistance exercise on bone mineral density in postmenopausal women: a systematic review and meta-analysis with special emphasis on exercise parameters. Osteoporos Int, 2020. PubMed 32399891
  5. Johnston CB et al. Osteoporosis in Older Adults. Med Clin North Am, 2020. PubMed 32773051
  6. Yao P et al. Vitamin D and Calcium for the Prevention of Fracture: A Systematic Review and Meta-analysis. JAMA Netw Open, 2019. PubMed 31860103